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Testo publicato in
Libretto, Pagine d'Artre N. 7, 2004

 

 

 

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Filmare l'architettura barocca
Note d'intenzione *
in margine alla realizzazione del film
Carlo Maderno : l' emergenza del barocco

 

 

Ogni opera autentica, sia essa pittorica, plastica o architettonica, ha sempre un potere di induzione e trasformazione linguistica sul mezzo che si usa per interpretarla. L’etica del documentario d’arte consiste nel mettersi all’ascolto dell’opera, nel porsi in sintonia con il soggetto che si prefigge di trattare.


Adriano Kestenholz

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| scheda del film |

1 . Le luci e le ombre

Nell’architettura di Carlo Maderno, come successivamente nell’architettura barocca in genere, i giochi e gli effetti di luce sono dei mezzi di espressione di prim’ordine : i chiaroscuri, i contrasti, le zone d’ombra hanno un’importanza pari a quella delle forme e delle masse. L’architettura barocca considera la luce come un fattore essenziale per creare un’atmosfera avvolgente e per coinvolgere lo spettatore nel suo messaggio.

- Per evitare di alterare la percezione originaria e naturale degli ambienti, in fase di ripresa, nei limiti del possibile, non si ricorrerà a nessun intervento di luce artificiale : l’architettura sarà filmata nella sua luce naturale, vale a dire attraverso quella stessa luce che essa produce. Lo sforzo fotografico consisterà nel coglierne i momenti privilegiati - i più suggestivi e i più espressivi - cercando di rendere conto a livello visivo anche della dimensione metafisica (teologica, spirituale) che nell’architettura barocca la luce assume in relazione allo spazio.

- Per quanto riguarda le riprese in esterno verranno privilegiati quei momenti della giornata nei quali l’incidenza della luce solare o diurna sugli elementi architettonici sarà ottimale, contribuendo a far risaltare in modo esemplare proprio quei giochi di luce e ombra che sono parte integrante dell’apparire barocco degli edifici.

2 . Aspetti dinamici, la visone in processo e l’asimmetria

E’ noto che il barocco è l’arte del movimento e della costante metamorfosi della forme e dei volumi. Al punto di vista fisso e razionale che caratterizza la visione prospettica rinascimentale, l’arte barocca oppone un punto di vista dinamico, mobile, in processo, metafora di un mondo instabile sottoposto a continuo mutamento, che a volte induce nell’osservatore un senso di vertigine.

- Per quanto concerne la tecnica di ripresa ci si conformerà alle caratteristiche cinematiche tipiche del barocco : l’architettura e suoi dettagli saranno ripresi quasi sempre a partire da movimenti di macchina; spesso si farà ricorso a delle carrellate condotte su rotaie curve oppure compensate con panoramiche ellittiche o semicircolari. Ad eccezione di quei dettagli che mostrano la matericità degli elementi di costruzione, si opterà quasi sempre per punti di vista dinamici, in processo, privilegiando scorci asimmetrici, non frontali, obliqui, spesso orientati da sotto in su - quasi a voler sottolineare la tendenza dell’architettura barocca a creare un effetto di sottomissione emotiva dell’osservatore all’oggetto osservato.

3. Il composto

Il barocco privilegia l’impuro : architettura, scultura e pittura spesso si amalgamo in un unico composto che despecifica le singole forme di espressione, giocando sulle soglie critiche di passaggio dall’una all’altra. Nel barocco conta il trompe-l’oeil, l’illusionismo, l’artificio, l’effetto d’insieme - a scapito del singolo elemento plastico o della singola forma espressiva che lo compone.

- Pur attribuendo molta importanza all’informazione mediata dal testo parlato, il film non sarà logocentrico; non privilegerà il commento sugli altri parametri espressivi : immagine, musica, suoni e commento avranno pari dignità espressiva e spesso si attrarranno l’un l’altro, secondo un tipo di montaggio che privilegerà il pathos e l’emozione misurata.

4. La sintassi, la simulazione percettiva

L’architettura ha a che vedere con il tempo vissuto e la consapevolezza del tempo vissuto è qualitativa e discontinua. Dell’architettura, e in particolare di quella barocca che non si dà mai nella sua interezza e totalità, abbiamo sempre soltanto una percezione caratterizzata da durate e intensità diverse fra loro.

- Per quanto riguarda la descrizione degli spazi e degli ambienti architettonici, il racconto filmico procederà per sequenze autonome : la sua struttura narrativa sarà paratattica. Inoltre attraverso l’inserimento sistematico e ritmico di alcuni fotogrammi neri tra le varie sequenze e a volte anche tra singoli piani, si vuole far sentire e rendere tangibile una sorta di visione letterale degli ambienti e degli edifici e nel contempo simulare la durata reale di uno sguardo ; come se un invisibile visitatore - un alter ego dello spettatore - identificabile con l’occhio della macchina da presa, si aggirasse nello spazio del racconto facendoci sentire i suoi battiti di palpebra. A rinforzare questo "effetto di soggetto", nel film verranno inseriti, a scansioni regolari, delle istantanee fotografiche di dettagli e vedute architettoniche in bianco e nero, che produrranno una sorta di memoria indotta, di tempo sospeso, percepito nel puro atto fotografico. Queste istantanee, che saranno accompagnate a livello audio dal rumore dello scatto dell’otturatore, fungeranno da vere e proprie marche sintattiche e contribuiranno a rafforzare l’effetto di soggetto; è come se suggerissero allo spettatore la sua presenza in loco.

- Per filmare l’architettura e per rendere conto della sua spazialità fisica e della sua temporalità credo sia essenziale far sentire allo spettatore una sorta di doppio virtuale. Del resto la stessa arte barocca, legata in origine alla propaganda fide, è quella che più di ogni altra tende a coinvolgere l’osservatore. Per il barocco l’osservatore fa sempre già parte dell’opera, ne è per così dire il suo polo virtuale.

Settembre 2002.

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* Queste note d’intenzione sui rapporti tra architettura e cinema accompagnavano in origine la sceneggiatura del film Carlo Maderno : l’emergenza del barocco. Esse sono pertanto da considerare come la sua altra scena o il suo rovescio invisibile. Durante la fase di realizzazione del film esse hanno fatto per così dire  da motore a molte scelte registiche prima ancora o forse più del testo della stessa sceneggiatura, vale a dire della trama che concerne l’emergenza del barocco attraverso le principali opere di Carlo Maderno (Capolago 1556 – Roma 1629): la Chiesa di Santa Susanna, il Palazzo Mattei di Giove, la Scala del Casino dell'Aurora Pallavicini, il Teatro dell' acqua di Villa Aldobrandini, la Cupola di Sant’Andrea della Valle, la Fontana Scossacavalli, il Portale d'entrata del Quirinale, la Porta della Sala dei Corazzieri, le  Navate e la Facciata della Basilica di San Pietro.

A.K.